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Tratto da: www.mementonatura.org
"Sono a lutto è come se avessero tagliato me, come se fossi morto insieme all'albero". Questa è la dichiarazione fatta oggi da Antonio Laganà, 52 anni, che a Firenze, ha provato ad impedire la decisione di tagliare alberi in Via Morgagni, per la realizzazione della contestatissima linea tramviaria nr. 3, vivendo per qualsi una settimana proprio su un albero. Evento questo che non è certo paragonabile a quello svolto dagli attivisti di Greenpeace nel 2003, che con i loro climbers si arrampicarono su un eucalipto di 84 metri della Styx Valley, trasformandolo in un luccicante albero di Natale, per frenare il disboscamento illegale di una foresta primaria in Tasmania perpetrato dalla compagnia di legname Gunn che voleva così trasformare alberi, con più di 400 anni, in truciolato e carta da vendere ai giapponesi. Però è pur sempre un segnale positivo, un piccolo gesto, una piccola azione, che oggi grazie all' inforrmazione sul web non risulta più essere una notizia isolata. Noi affermiamo senza alcun problema che è sempre meglio avere un albero malato che una costruzione in cemento. E' vero alcune volte sembrerebbe risultare più utile il contrario; ma l'esser utile oggi non può più essere la sola dominante, trascurando con pressappochismo tutto il resto che è decisamente più importante; tra l'altro li conosciamo tutti questi motivi di "utilità" che sono più che altro privilegi esclusivi dei soliti pochi che fabbricano denaro. Non spetta a noi plasmare arrogantemente o a misura d' uomo quel che ci circonda, tutt'altro, siamo noi che dobbiamo entrare in sinergia con la Natura che ci ospita.
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